Charles Baudelaire – I fiori del male . 7 punti per comprendere le litanie di satana.


-Gloria e lode a te, Satana, nell’altodei Cieli, ove regnasti, e nel profondo

dell’Inferno, ove, vinto, sogni in silenzio!

Fa’ che un giorno la mia anima riposi accanto a te

sotto l’Albero della Scienza, quando sulla tua fronte,

come nuovo Tempio, si spanderanno i rami!-

Charles BaudelaireLitanie di satana

• Si tratta di una presentazione intensa, oltraggiosa e incredibilmente sincera, che descrive in pochi versi il tema centrale degli scritti baudelairiani: il rinnegato. Satana è lo sconfitto, la vittima verso cui dovrebbero indirizzarsi i nostri cuori, gonfi di pianto per colui che è stato vinto in una lotta impari, marchiato a fuoco come “maligno” da Colui che è il suo Signore;

• L’uomo … creatura prediletta da Dio e da lui scelta al di sopra di tutte le altre, come dominatore e possessore del mondo … eppure il poeta va oltre, vede altro sotto la superficie ormai scheggiata dell’immagine del Prescelto divino. L’uomo si avvicina a Dio solo esteriormente, nell’involucro menzognero, perché nei recessi dell’animo egli diviene compagno di sventure dello stesso diavolo. Entrambi hanno subìto l’allontanamento da ciò che amavano proprio da parte di Dio: è stato Lui ad aver cacciato satana negli abissi dell’inferno ed è sempre Lui che ha allontanato l’uomo dal paradiso terrestre. Baudelaire non si sofferma sulla colpa che può aver causato tutto questo, ma sulla noncuranza con cui Dio ha punito, causando sofferenza ad entrambi;

• Non vi sono celebrazioni, non vi sono gridi di giubilo: le Litanie condensano l’ammirazione del poeta verso colui che di eroico non ha nulla. Baudelaire si scosta dalla tradizione romantica che vedeva il diavolo trionfare su Dio e occupare il posto che gli spetta. L’ammirazione è tutta rivolta verso le componenti antieroiche, e perciò indelebilmente umane, che la creatura rappresenta. Sconfitta, odio, desolazione e pietà per i vinti: ecco il satana baudelairiano;

• L’intero inno è costruito basandosi sulla struttura degli inni “Signore, pietà” e “Gloria in excelsis Deo”, parodizzando in maniera blasfema le preghiere di lode al Signore;

• La vicinanza con il “signore del male” non viene vissuta come una condizione immodificabile dell’uomo. Al contrario, lo stesso Baudelaire sente oscillare il suo animo in un moto incessante che lo porta un po’ più vicino a Dio e successivamente al demonio, senza sosta o via di scampo. Entrambi rappresentano il desiderio supremo di elevazione o di abiezione a cui non possiamo sottrarci;

• Il parallelo creato fra le due creature divine, uomo e diavolo, comporta una sorta di muto accordo, di fratellanza e consolazione reciproca. Sembra quasi che il poeta voglia dirci “il demone ti è amico, confidati con lui e ne trarrai giovamento”, ma senza malizia o intenzioni malevole. E così il diavolo diventa “taumaturgo di tutte le sofferenze umane”, rivolgendo il suo aiuto anche ai lebbrosi e ai reprobi;

• Il diavolo acquista importanza e Dio la perde. Il diavolo diventa onnisciente e confessore; il diavolo usurpa il trono divino e viene contemporaneamente eletto al posto di Dio, come un dittatore, il cui assolutismo si fonda sulla comprensione della miseria umana.

Anna Sintini

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