Annihilation

 

“Annihilation” è il secondo film dello scrittore, sceneggiatore e regista Alex Garland, che segue il grande successo di “Ex Machina” del 2015. Il film, che vede nel cast celebrità come Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh e Oscar Isaac, è uscito nei cinema statunitensi il 23 Febbraio, mentre il resto del mondo ha potuto guardarlo a partire dal 12 Marzo sulla piattaforma di streaming Netflix, ciò a causa delle dispute tra la Paramount e i produttori, avvenute in seguito a un deludente test screening. Se da un lato posso ritenermi contento di questo esito, dal momento che sono riuscito a vedere il film proprio sulla nota piattaforma, dall’altro, dopo la visione, non posso che comprendere l’amarezza di Alex Garland, che in un’intervista ha ribadito che chi ha realizzato il film lo ha pensato per il grande schermo. Ma procediamo con ordine: nelle prossime righe cercherò di parlare del film e di proporne un’analisi senza spoiler (ci sarebbero molte cose che vorrei scrivere in merito a questo film ma per amore di chi lo deve ancora vedere mi limiterò ad essere vago nell’analisi senza fare riferimenti precisi all’andamento della storia).

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Il film narra di Lena (Natalie Portman), un’insegnante e biologa militare decisa a svelare il mistero che avvolge “il bagliore” (“the shimmer”), un fenomeno luminoso in espansione che da tre anni avvolge una piccola parte della Southern Coast, in cui il marito militare Kane (Oscar Isaac) era andato in spedizione un anno prima, per poi ricomparire come unico sopravvissuto, ma gravemente malato. Viene così allestita una nuova squadra di spedizione composta da sole donne, offertesi volontarie: la psicologa Ventress (Jennifer Jason Leigh), il paramedico Thorensen (Gina Rodriguez), il fisico Radek (Tessa Thompson) e la geologa Sheppard (Tuva Novotny), un gruppo eterogeneo per personalità, competenze ed etnia. Il mondo nel quale si addentreranno le nostre eroine è caratterizzato da bizzarre mutazioni genetiche e da una costante luce rifratta (“rifrazione” è una delle parole chiave del film), dalla quale risaltano i colori verde e violetto riproposti su ogni riflesso. Si respira un’atmosfera aliena, pur trovandosi ancora sulla Terra, e in questo contesto le scienziate si scontreranno con le loro grandi paure e insicurezze e cercheranno di sopravvivere in un ambiente ai limiti della comprensione umana, che ne metterà a dura prova la lucidità. “Annihilation” si pone nella categoria della fantascienza adulta, pur con le sue incongruenze e debolezze, che restano comunque risibili rispetto al risultato finale. I temi principali del film riguardano la crisi interiore e la globalizzazione, l’esterno e l’interno, i molti e il singolo, dimensioni opposte sospese in un equilibrio precario riflesse anche nel superbo score di Ben Salisbury e Geoff Barrows (già musicista dei Portished), dove enormi e inquietanti masse sonore sintetiche indefinite si mescolano a strumenti analogici tangibili e soprattutto riconducibili a un singolo esecutore come la chitarra acustica.

Questa eterna sospensione, questa costante incertezza ci porta alla paura umana ancestrale per eccellenza: la paura dell’ignoto. La domanda drammaturgica su cui si basa lo script è infatti: “Cosa succederà se…?”, un quesito terribile che pietrifica tanto la protagonista quanto noi, eppure, così come Lena prosegue il suo viaggio per soddisfare un’innata curiosità umana (oltre che per insoluti psicologici come capirete guardando il film), anche noi spettatori finiamo per essere coinvolti nella ricerca nonostante la paura, questo grazie a una scrittura sapiente. Come non citare i meravigliosi effetti visivi e le splendide animazioni 3D che popolano il film e che, assieme alla fotografia e alla scenografia, contribuiscono a creare un immaginario fantascientifico originale, che prende spunto tanto dall’arte contemporanea quanto da suggestioni visive riconducibili all’impressionismo. Con una simile potenza visiva e un sound design così prezioso, dispiace molto di non aver fruito tale opera in una sala cinematografica. “Annihilation” è un film ambizioso, forse troppo, ma resta una gemma della fantascienza pensante contemporanea e merita di raggiungere più persone possibili: in quest’ottica risulta funzionale lo streaming, perciò se disponete di un abbonamento a Netflix non perdetevi questa grande opera cinematografica contemporanea.

Marco Andreotti

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