Viola Giramondo

 

Strano come a volte i libri ti capitino per le mani senza che tu li stessi cercando e siano capaci di aprirti un nuovo mondo.

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Entro in libreria a cercare un titolo da regalare ad un’amica. Sfortunatamente non lo trovo tra gli scaffali. Chiedo al libraio e quindi me lo ordina, ma, qui sta la bravura di chi fa il suo lavoro con passione, me ne consiglia un altro senza che io glielo chiedessi.

Così esco dalla libreria con la mia prima graphic novel: si tratta di Viola Giramondo di Teresa Radice e Stefano Rusconi.

 

Questo fumetto ha vinto il Prix Jeunesse nel 2015 ed è considerato per ragazzi, ma personalmente, vista la ricchezza dei temi e la profondità della storia, estenderei la categoria ragazzi ad un gruppo di persone senza limite d’età.

 

Viola è una trapezista dodicenne che gira per il mondo con il circo De La Lune.

La sua famiglia allargata è composta dal padre, Konrad, entomologo olandese, la madre Amèlie, la donna cannone, il nonno Tenzin, una volta pastore nomade di yak, e da tutti gli altri artisti del circo.

 

“La mia famiglia parla tutte le lingue, eppure succede di non aver bisogno di aprir bocca per capirci: basta uno sguardo. Lavoriamo insieme per creare qualcosa di cui nessuno sarebbe capace: mescoliamo con passione le nostre diversità e quel che ne esce è infinitamente meglio del mio e del tuo. E’ un’alchimia, direbbe nonno Tenzin.”

 

Il viaggio di Viola comincia nella Parigi del 1893, città d’origine dei suoi bisnonni.

 

“La città che mi ha dato le radici prima che io mettessi le ali…”.

 

Qui incontrerà Henri Toulouse-Lautrec, che le insegnerà che bellezza e normalità non esistono:

 

“Chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora sí che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

 

Il Circo della famiglia De La Lune si sposta in America, dove Viola incontra il compositore Antonín Dvořák, il quale riesce a prendersi un paio di giorni lontano dai suoi impegni lavorativi e ritrova l’armonia e l’ispirazione grazie alla natura. Lui insegnerà a Viola che non si deve perdere tempo a rimuginare sul passato: è meglio guardare alle sorprese che ci riserva il futuro e gustarsi ogni momento del presente.

L’ultima tappa di questa storia è il Tibet, dove nonno Tenzin vuole tornare dopo molti anni di assenza. E’ proprio lui che dona alla nostra protagonista le lezioni più importanti.

 

“Più ci avviciniamo a quello che siamo davvero, più siamo felici ad ogni età. Tutto sta nello scoprire chi siamo.”

 

“Un uomo è veramente libero solo quando si spossessa di sé stesso e mette in gioco ciò che è, condividendo ciò che ha… che si tratti di un bene o di un talento!”

 

“Niente finisce: tutto si trasforma la vita è un cerchio, sai?”

 

E’ un libro libri ricco di tematiche: l’interculturalità, la ricchezza della diversità, la ricerca di sé stessi, la bellezza delle piccole cose, l’importanza dell’aiutare il prossimo.

Tutti questi aspetti rendono la graphic novel indicata per far conoscere ai più piccoli determinate tematiche e per far riflettere i più grandi.

Anche il filo temporale seguito durante la storia non è scontato: se inizialmente la narrazione è lineare, nell’ultima parte del libro sono presenti dei flashback utili per cogliere tutte le storie dei numerosi membri di questa particolare famiglia.

Sono presenti, inoltre, numerose citazioni che spaziano dalla letteratura, alla musica, al teatro, ed è una gioia scoprirle tra le pagine di un libro per ragazzi.

Le illustrazioni sono piacevoli ed evocative.

La scrittura semplice ma molto poetica, e in certi momenti anche musicale.

 

Leggere questo libro è un viaggio, un viaggio tra diversi paesi e diverse storie, un mosaico composto da pezzi estremamente diversi che nell’insieme formano un’opera d’arte.

Sono rimasta piacevolmente stupita da quanto un “fumetto” sia riuscito a trasmettermi in poco più di un centinaio di pagine.

A volte è utile riscoprire anche i libri per bambini per cogliere quali messaggi possono dare ai più grandi.

 

“Forse ho spesso la testa fra le nuvole, perché come quelle, sono costantemente in viaggio, e mi capita di non sapere dove mi porterà il vento… ma mi affido… e mi fido: c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire se il tuo punto di vista si trova a cambiare di continuo!”.

 

Claudia Morbiato

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Autore: Cabiriams

Il portale di cinema, arte, letteratura e spettacolo. Da aprile nelle case bolognesi con #VisioniDomestiche e al cinema Perla di Bologna

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