“Giovane uomo nudo seduto in riva al mare”

L’opera di oggi è il “Giovane uomo nudo seduto in riva al mare”, un dipinto che risale alla prima metà del 1800 e che presenta la firma di uno dei principali esponenti del Neoclassicismo della Scuola di Lione, Hippolyte Flandrin.

Sulla copertina del libro “Poesie” di Oscar Wilde, l’opera prende le mosse da una scultura plasmata dal grande Michelangelo, che porta il nome di “Ragazzo accovacciato”, e presenta un giovane uomo non riconoscibile, un uomo in cui ogni osservatore potrebbe riconoscersi, mentre si perde in un pensiero o in una riflessione particolarmente intricata e complessa.

Nel dipinto, conservato al Louvre di Parigi, ma realizzato nella Città Eterna, troviamo un unico protagonista, cui fa “concorrenza” solo la presenza del mare, insieme a quella del cielo, sullo sfondo. Il viso non è identificabile, la fronte poggia sulle ginocchia piegate e un drappo posto sullo scoglio su cui si trova la figura maschile in primo piano richiama il colore del mare. Emerge con forza la dimensione psicologica del quadro, volta, in un certo senso, a suscitare la partecipazione di chi guarda, invitato a chiudere gli occhi e a riflettere.

Hippolyte Flandrin (Lione, 23 marzo 1809 – Roma, 21 marzo 1864) è uno dei massimi rappresentanti della Scuola di Lione, una corrente di pittori francesi definita come avente “uno stile curato e una esecuzione fine e brillante” (Pellitier), ispirata ai misticismi lionesi. Fu allievo del pittore Pierre Révoil e del più famoso Ingres, da cui trasse ispirazione per molte delle sue opere.

Flandrin vinse il Prix de Rome nel 1832 e trascorse ben due anni a Roma, dove dipinse proprio il quadro protagonista dell’articolo di oggi.

Caratteristica principale delle sue creazioni è la forte introspezione psicologica dei personaggi, che sembrano coinvolgere anche l’osservatore in una profonda e sentita riflessione tra sé.

 

L’opera, acquistata dall’imperatore francese Napoleone III nel 1857, risulta essere una delle più importanti tra quelle realizzate da Flandrin, nonostante appartenga al periodo giovanile dell’autore. Significativo è il fatto che la posa in cui il pittore pone il personaggio in primo piano venga ripresa in alcune fotografie successive, realizzate nel 1914 dalla fotografa Marcel Moore e poi da altri artisti, tra i quali il siciliano Gaetano D’Agata e il bresciano Tony Patrioli.

Chiara Pirani 

 

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