In questo momento di emergenza il nostro staff ha deciso di aprire una nuova rubrica settimanale. Vi consiglieremo alcuni film da vedere durante la settimana, vi indicheremo dove reperirli facilmente rimanendo chiusi in casa. Ci auguriamo che questo periodo possa terminare presto, nel frattempo… gustiamoci del buon cinema!


The Story of Film: An Odyssey

Regia: Mark Cousins
Con: Mark Cousins
Anno: 2011
Durata: 915 min
Piattaforma: Mymovies live 

Approfittando della fantastica iniziativa di Bim Distribuzione, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Cineteca di Bologna, è impossibile non consigliare il fantastico e mastodontico documentario a episodi sulla Storia del cinema di Mark Cousins. 

Ogni martedì e giovedì, alle 20:30, verrà trasmesso un episodio di 60 minuti sulla piattaforma Mymovies live, alla cui visione è possibile prenotarsi. Anche se il primo (sulla nascita del cinema) è già stato trasmesso – lo streaming è cominciato il 16 Aprile – vale la pena, cercando di recuperarlo, di immergersi in un viaggio d’immagini che con intrattenimento, leggerezza, passione e intelligenza riesce a fornire a chiunque una visione delle variazioni che il mezzo cinematografico e il suo universo hanno subito dal 1895 agli anni 2000. Poco più di un secolo in 15 Episodi difficili da dimenticare. 


Forgotten Silver

Regia: Peter Jackson
Con: Peter Jackson, Johnny Morris, Costa Botes, Leonard Maltin, Sam Neill
Anno: 1995
Durata: 54 min
Piattaforma: Vimeo

Confermando l’indole di colta goliardia che ha caratterizzato gran parte del suo cinema anni ’90, Peter Jackson decide questa volta di indagare il limite estremo raggiungibile dal concetto di “finzione”. Forgotten Silver racconta la vita del regista neozelandese Colin McKenzie, personaggio mai veramente esistito ma a cui, tramite il linguaggio frontale del documentario, vengono ironicamente attribuite le prime sperimentazioni in ambito cinematografico, tra cui il suono ed il colore o addirittura il primo piano; è il racconto di un genio dimenticato, cui una vita travagliata avrebbe negato la giusta collocazione al fianco di pionieri come i Fratelli Lumiére o David Wark Griffith, ma soprattutto il merito di aver realizzato il più grande film neozelandese di sempre: il Kolossal biblico Salomé.
Avvertenze per la visione: il film contiene scene ad alto tasso di Harvey Weinstein.


Comizi d’amore

Regia: Pier Paolo Pasolini
Con: Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Cesare Musatti
Anno: 1965
Durata: 89 min 
Piattaforma: Amazon Prime Video

Nei primi anni Sessanta, Pasolini e il suo produttore Alfredo Bini giravano il paese in cerca di location per Il vangelo secondo Matteo. L’Italia incontrata durante le ricerche, quella del pieno boom economico, desta però nell’autore una curiosità tale da volerla raccontare in un film-documentario: un’inchiesta sulle opinioni degli italiani in merito alla sessualità, all’amore e al buon costume. 

Sorprendentemente, la più illuminante delle scoperte fatte dal film è la consapevolezza finale dell’impossibilità di creare un ritratto omogeneo della questione; la definitiva accettazione del fatto che, accanto all’Italia intervistata, ve ne sia un’altra silenziosa, diversa e complementare. Sfuggendo alla tentazione di una lettura distorta e orientata dei dati raccolti, il lavoro di Pasolini inizia a scalfire proprio i due mali descritti dall’amico Moravia all’inizio del film: la paura e l’ignoranza. Due mali che, alimentandosi a vicenda, dimostrano quanto fosse illusoria la convinzione che lo sviluppo economico portasse spontaneamente con sé un’evoluzione dei costumi, della mentalità e della società italiana.


Registe – dialogando su una lametta

Regia: Diana Dell’Erba
Con: Lina Wertmüller, Francesca Comencini, Cinzia TH Torrini, Maria de Medeiros 
Anno: 2014
Durata: 76 min 
Piattaforma: Amazon Prime Video

Debutto alla regia per Diana Dell’Erba in un documentario tutto al femminile alla riscoperta delle registe della storia del cinema italiano. 

Protagoniste sono l’analisi e la conoscenza dei volti delle donne che hanno fatto il cinema, che sono entrate nella storia con riconoscimenti importanti e molte difficoltà. 

Maria de Medeiros nei panni della prima donna del cinema italiano, Elvira Notari, conduce gli spettatori in un viaggio nel tempo fino ad arrivare all’attualità, alle voci di oggi e al mondo cinematografico italiano. Da  Lina Wertmüller a Maria Sole Tognazzi, con Ilaria Borrelli, a immagini di repertorio della grande Francesca Bertini, il viaggio sarà lungo e di importanti riflessioni. 

Un dialogo con figure del cinema e della critica cinematografica, interviste e un’immersione nei gender studies, troppo sottovalutati nel discorso italiano. 

Se su 100 registi 7 sono donne, un lavoro come questo pone una nuova importante visione, per un pubblico ancora ignaro, delle dinamiche che hanno portato tante donne ad essere invisibili. 


Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online (Don’t F**k With Cats: Hunting an Internet Killer)

Regia: Mark Lewis
Con: Deanna Thompson, John Green, Claudette Hamlin
Anno: 2019
Durata: 187 min (miniserie)
Piattaforma: Netflix

Senza rivelare alcun elemento della trama, Giù le mani dai gatti si può descrivere come una controversa – e forse ipocrita – montagna russa di colpi di scena, domande irrisolte e depistaggi narrativi al limite dell’intrattenimento morboso. 

Ma al netto del sensazionalismo trash, che a tratti possiede l’utile funzione di attenuare la tensione ed esorcizzare le rivelazioni più perturbanti, la miniserie Netflix riesce a provocare una riflessione sulla depravazione della fama.

Le scene più sinistre sono infatti legate al rapporto con l’identità e l’autorappresentazione, aspetti rivelatori di un oscuro risvolto: la ricerca del sé attraverso la cassa di risonanza mediatica. Un’iperrealtà dove reale e simulazione, vita e finzione, si confondono.

Il genio della perversione che ci impone di lanciare uno sguardo nel vuoto cosmico che abita quell’interstizio tra la vulnerabilità e la grandiosità del killer allarga la riflessione anche al ruolo dello spettatore (colui che guarda e colui che investiga) all’interno dell’intero genere true crime.

Questo vuoto inconoscibile lascia un dubbio: la sceneggiatura era già stata scritta dal killer stesso?

Roberto Di Matteo
Andrea Pedrazzi
Diana Napolitano
Sarah Corsi
Giulia Silano

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