Il 1960 è stato l’annus mirabilis del cinema italiano. Giusto per rinfrescare la memoria, in quell’anno sono usciti: La dolce vita, Rocco e i suoi fratelli, L’avventura, Tutti a casa, Il Vigile… mica male!
In mezzo a questi capolavori (ai quali personalmente aggiungerei La maschera del demonio di Mario Bava), ad uno sciame di peplum e film di pirati c’è stato spazio anche per una gustosissima commedia degli equivoci ambientata a Montecarlo: Crimen di Mario Camerini. Il principato si sa,  è la Mecca dei giocatori, sia di quelli ormai inguaribili sia di quelli che cercano di sfondare con sistemi matematici apparentemente infallibili.

Il film inizia in pieno stile poliziesco, con i protagonisti maschili (Manfredi, Sordi, Gassman) in riga per il riconoscimento dei colpevoli di un omicidio. Tutti e tre vengono dichiarati colpevoli. Nel flashback che segue ci troviamo sul treno diretto a Montecarlo, nel quale facciamo conoscenza dei diversi personaggi.
Alberto Sordi interpreta un malizioso giocatore compulsivo che si premura di dare dei consigli a Remo (Vittorio Gassman) e Maria (Silvana Mangano) che sono in viaggio alla ricerca di un colpo di fortuna: “Mi ascoltino, c’è un solo sistema per vincere al Casinò. Non giocare!”.

Le roulettes, i tavoli verdi, il ritmo frenetico delle giocate sono un richiamo troppo forte per Remo: è la strada sicura per aprire il proprio negozio! Un colpo di fortuna che può cambiare la vita! In questo, Remo è una delle tipiche figure interpretate da Gassman: l’italiano che deve sfondare grazie alla sua furbizia, alle pianificazioni cervellotiche e all’inganno. Per sua sfortuna incontrerà di nuovo Alberto sulla sua strada.

La seconda coppia è formata dalla grandissima Franca Valeri (auguri!) e da uno splendido Nino Manfredi: Quirino e Giovanna sono due romani di umili origini, sprovveduti e confusionari che, in viaggio di nozze, devono riportare un bassotto alla proprietaria per ricevere la ricompensa. A loro due viene affidato il compito di dare vita a due italiani fuori dal mondo che, negli anni del boom, hanno l’occasione della vita. Le loro scene sono tra le più divertenti del film: il  “Comanda lui ma decido io” del treno,  l’arrivo alla villa con cane e biscotti, la telefonata anonima… da non perdere!
Il destino, o meglio un omicidio, farà incrociare le strade di Alberto, Remo, Maria, Quirino e Giovanna e scatenerà una serie di situazioni esilaranti.

Alberto Sordi dà il meglio di sé nei panni del classico uomo che, pur di dimostrarsi innocente, crea una messinscena surrealista che gli si ritorce contro: “Mi rimangio ancora un’altra volta quello che ho detto e grido al mondo la verità, purché trionfi la giustizia!”.
Crimen ha un piacevolissimo tocco kafkiano che contribuisce a dare al film un ritmo incalzante. Gli ingredienti per creare una grande storia ci sono tutti: l’indagine su un omicidio, personaggi coinvolti loro malgrado in catene di malintesi, italiani in un paese straniero che cercano in tutti i modi di evitare guai con la giustizia.

Mario Camerini ci ha regalato un grande film che è arrivato il momento di riscoprire!

Marco Lera