Con il suo ultimo film, il regista filippino Carlo Ledesma porta in concorso alla diciottesima edizione del Ravenna Nightmare Film Fest il racconto di una maternità complessa, faticosa e perseguita con tenacia fino alla sua declinazione più estrema. Il tono adoperato per l’esposizione di questi contenuti è un horror ibrido, che sposa l’iconografia asiatica relativa al genere, ma che riutilizza i conflitti e le strutture del cinema orrorifico occidentale.

Followed è la storia di Olivia, donna che per coprire le spese mediche della figlia ricoverata si trova a lavorare in un call center dove inizia ad essere perseguitata da una presenza misteriosa. Uno spunto che non brilla certo per originalità, ma se le tappe attraverso le quali la protagonista affronta i propri ostacoli non mostrano particolari pregi in termini di rivisitazione dei canoni horror, questi giungono in maniera sorprendentemente efficace da certi stimoli visivi, i quali riescono a caricare alcuni passaggi, altrimenti trascurabili, di una forza espressiva dirompente.

Il discorso sulla liberazione da un’entità malvagia che giunge dal passato in cerca di un ricongiungimento affettivo (il quale a sua volta deve passare per l’insediamento in un corpo nuovo, a discapito quindi della nuova vittima) non mostra perciò un particolare interesse nell’indagare sentieri narrativi inediti, ma punta sull’impatto estetico al fine di ottenere un’adeguata efficacia nel fornire un’esperienza sensoriale angosciante, ma che non disdegna una certa dose di fascino. A spiccare è la capacità di sapere instaurare un dialogo solido e perturbante tra il mondo reale, nei quali si colloca la quotidianità dei personaggi principali e la realtà “altra” da cui provengono le figure instabili e feroci che tormentano le vite di Olivia e della figlia, quest’ultima oggetto del desiderio tanto dell’anima tormentata che cerca di insediarsi in lei, quanto della madre che lotta disperatamente per la sua salvezza. Una salvezza che però non può essere raggiunta senza il rischio di sacrificare ciò che si cerca di difendere.

Ledesma sfrutta i contrasti che segnano l’animo materno nel momento in cui si trova a dover scegliere tra logica e istinto, per generare le mostruosità in grado di concedere al suo film il tono adeguato di suspense e aggressività. E se non sempre l’esperienza controllata del terrore cui lo spettatore è sottoposto raggiunge un livello di emotività in grado di appagare il gusto di chi l’horror lo mastica con sommo gaudio, Followed non pecca mai di tracotanza e mantiene costantemente un velo di umiltà in grado di investire anche i passaggi più ingenui di una mirabile dose di genuinità unita ad un non trascurabile amore nei confronti della materia maneggiata.

Andrea Pedrazzi