SEZIONE INTERNAZIONALE

Un paesaggio sconfinato. Un uomo modesto e suo figlio. Una roccia maestosa e misteriosa. Sono questi gli ingredienti del cortometraggio “Cargo”. Il titolo fa riferimento al “carico” da trasportare, proveniente dal cuore di una piantagione di palme da olio, che viene messo nel rimorchio del camion a bordo del quale si muovono padre e figlio. Quando il primo scende dal mezzo in un’area di sosta e si allontana per comprare qualcosa, il bambino, incuriosito dall’alone di mistero che avvolge la strana roccia che occupa il rimorchio, si avvicina, sentendo dei rumori. E i rumori persistono anche quando i due riprendono il viaggio. 

L’abilità del regista Abhilash Chandra nell’incuriosire anche chi è dall’altra parte dello schermo per tutta la durata del corto è tanta: il ritmo della narrazione si fa sempre più concitato, fino a quando lo spettatore vedrà finalmente soddisfatta la propria curiosità, perché, al calar della notte, la roccia rivelerà la sua vera natura.

Chiara Pirani