I cortometraggi di animazione in programmazione sono visionabili fino alle 18.00 del 28 novembre e in replica in tutta la giornata di domani. Di seguito le recensioni dei cortometraggi in concorso:

#21XOXO

Sine Özbilge dirige un cortometraggio “illuminante” non assolutamente consigliato per un pubblico a rischio di attacchi epilettici. La protagonista vive – nel vero senso della parola – nel mondo dei social network, speed dating, al punto da esserne risucchiata. Un vortice di colori e di luci lampeggianti. Vi sanguineranno gli occhi.

The Mecanorgans

«Come un alveare mi viveva intorno quel popolo d’automi […]»

Il giovane regista francese, Libéral Martin, è il demiurgo di un ecosistema in ampolla in cui si incontrano e si scontrano, man mano che la storia si svolge, le esistenze di strani esseri meccanici. L’illusionista, il collezionista, lo sciame di O -Y1, dapprima presentati come entità a sé stanti – se visti da vicino –si scoprono essere in verità legati da un ciclo vitale comune, che inizia, evolve e si conclude in soli dieci minuti per poi ricominciare da capo.

«[…] da tutta quella inutile attività una specie di nausea mi venne, un malessere… Finché m’accorsi d’avere sottocchio l’immagine della vita.»

Il cortometraggio, come accade per tutti i lavori di Martin, è anche un’indagine sulla sinestesia, o in altre parole sul rapporto indissolubile tra suono e immagine.

Citazioni tratte da Camillo Sbarbaro, Scampoli I, L’opera in versi e in prosa (a cura di Gina Lagorio e Vanni Scheiwiller), Milano, Garzanti/Scheiwiller, 1985.

Nevada

Quella che ha tutta l’aria di essere una nevicata (nevada in spagnolo) di neve rossa si abbatte su una grigia città imprecisata. Al solo contatto con quelle sfere rosse, i corpi degli esseri umani cadono a terra senza vita. Una madre è in pensiero per la figlia a scuola e, indossata la maschera antigas, esce alla ricerca della bambina. La tempesta si intensifica, i morti aumentano, è una strage. La città è sotto attacco?

Se la trama dovesse suonarvi familiare, non preoccupatevi. Il cortometraggio dell’argentino Guillermo Daldovo, infatti, altro non è che un omaggio, volutamente non celato, a uno dei più grandi capolavori del fumetto sudamericano del secolo scorso, ossia L’Eternauta di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López – sulla maschera antigas si può leggere chiaramente: 09.04.57, la data della prima edizione originale, seguita dalle iniziali degli autori –.

Nevada, com’è definito dal suo autore, è stato concepito per essere un «open source short-film», costituito da modelli 3D preesistenti e messi a disposizione gratuitamente online dai loro creatori.

Sarah Corsi
Tommaso Quilici