SEZIONE CE L’HO CORTO

“Sono quello di cui mi sono sempre circondato”

Orfeo, giovane ragazzo in preda all’indecisione e allo smarrimento, passeggia nella notte tra le strade di Berlino, tra ellissi temporali e flashback, ricordando che “Il mondo moderno è come una gigantesca insegna luminosa con la freccia che indica il paradiso”.

Un lavoro che veicola un messaggio critico nei confronti della società contemporanea – capace di omologare e frantumare ognuno di noi – attraverso la regia capace di Rodolfo Lissia, una fotografia ricercata, un montaggio ritmico che non spezza mai il racconto e una colonna sonora ben composta e a servizio della narrazione.

Tuttavia, il viaggio dal tono dantesco di Orfeo è scandito da dialoghi fin troppo prolissi: il senso del discorso viene esplicitato, ripetuto e spiegato più volte. Un’opera ricercata e ben composta da un punto di vista estetico che potrebbe correre il rischio di fungere solo da messaggio critico o da esempio tecnico, senza incuriosire su chi sia il protagonista notturno, la sua vicenda e il suo percorso.

Sarah Corsi