Come in ogni percorso personale, la meta è un pretesto: Memorie di Danilo Monti non è un viaggio ad Auschwitz, ma un tragitto verso il luogo simbolo della colpa collettiva. Non è un film di un regista, è un dialogo che scaturisce da un legame da ricucire. Non è un documentario sul Giorno della Memoria, eppure la Memoria come processo di rielaborazione del dolore, intimo, famigliare e storico ne è protagonista.


Con l’onestà dell’audio in presa diretta, senza la pretesa di conformarsi al rigore tecnico di un’inquadratura studiata o un artificio di montaggio, percorriamo con Danilo e Roberto le stazioni ferroviarie che separano l’Italia dalla città polacca sinonimo di morte. Questo viaggio è il regalo di compleanno che il regista fa al fratello alle soglie dei trent’anni: ritrovare le radici del dolore inesplicabile che ha condizionato la sua vita portandolo ad allontanarsi dalla famiglia per avvicinarsi all’eroina.


L’approccio terapeutico del dialogo porta alla luce due contrastanti impulsi – ordine o caos, costruire o distruggere – che hanno sempre risuonato nella psiche del protagonista, dato l’interesse prematuro per la guerra. Le primissime letture sulla Shoah da bambino hanno segnato un trauma che, aggiunto alle difficoltà relazionali e scolastiche, lo hanno portato a riflettere sul sentimento della colpa, sul dolore esistenziale e sull’incapacità dell’essere umano di propendere verso la giustizia.


Eppure i ricordi sono frammentati come gli spezzoni dei nastri magnetici delle VHS. Cos’è successo tra il decimo compleanno di Roberto e la crisi adolescenziale che dopo i quindici anni ha portato alla tossicodipendenza? Le confessioni dalla comunità di recupero sono poi così diverse da quelle di un uomo che ha ancora addosso lo stigma dell’ex tossicodipendente? Le tracce del passato lasciate dai filmini di famiglia tentano di fare una ricostruzione biografica, ma evidenziano le lacune della memoria.


“Un documentario non è un film di un regista, come avviene per le pellicole del cinema tradizionale, bensì un film di un regista con qualcuno. Questo è il mio film con mio fratello”, afferma Danilo. Un documentario può anche essere un esercizio di empatia per riflettere sulla sofferenza di fronte all’orrore della storia, per non chiudersi nell’essenzialismo e nella ripetizione dell’errore, negando così il libero arbitrio, ma ripartire da quest’ultimo per propendere verso il cambiamento.

Giulia Silano


Memorie – In viaggio verso Auschwitz verrà presentato da Kinodromo lunedì 25 gennaio 2021 alle 21:00 insieme al regista Danilo Monte e al protagonista Roberto Monte.
È disponibile in streaming su OpenDDB.it