L’attesa è finita. 

La “sfida” del prime time nelle reti generaliste di venerdì 29 gennaio 2021 ha visto Il cantante mascherato (Rai 1, conduzione di Milly Carlucci) contro il Grande Fratello VIP 5 (Canale 5, conduzione di Alfonso Signorini).

In diretta dall’Auditorium del Foro Italico di Roma, la prima puntata della seconda edizione dello show targato Rai (in onda dalle 21.37 alle 00.11) ha raccolto 3.615.000 spettatori, pari al 16.2% di share, mentre la trentacinquesima puntata della quinta edizione del Grande Fratello VIP (in onda dalle 21.51 alle 01.20) ha totalizzato 3.232.000 spettatori, pari al 18.2% di share.

Un ritorno un po’ in sordina per Il cantante mascherato, di poco vincente in numero di spettatori, tuttavia i dati confermano l’interesse suscitato da questa che può senz’altro definirsi come un’esperienza di offerta e di fruizione inedita per l’intrattenimento del servizio pubblico.

Alle origini di questo insolito show troviamo un singolarissimo archetipo di riferimento, Bongmyeon ga-wang, format di origine sudcoreana trasmesso dalla Munhwa Broadcasting Corporation che dopo una tiepida accoglienza ha acquistato una crescente popolarità nazionale, raggiungendo attualmente un numero di 240 puntate. L’esportazione e la diffusione di questo fenomeno, con l’adattamento negli Stati Uniti e in Germania sotto il nome di The Masked Singer, non ha mancato di catturare da noi l’attenzione di Endemol Shine Italy: la prima edizione, trasmessa sul primo canale dal 10 al 31 gennaio 2020 con una media di 4.170.500 telespettatori e il 20,27% di share, è terminata con la vittoria di un insospettabile Teo Mammucari sotto la maschera del famigerato Coniglio. 

Se tentatissimo di spiegare la curiosità prodotta nel pubblico italiano, la conservazione dell’ibridazione tra talent show e varietà musicale, tra tentativo di sperimentazione e sperato ritorno al registro classico dello spettacolo canoro, potrebbe diventare una valida chiave di lettura.

Forte dell’incoraggiante successo riscontrato l’anno scorso, la produzione nostrana, superando le difficoltà dovute all’osservazione delle regole anti Covid-19, ha deciso di mantenere inalterate le caratteristiche portanti del format, attuando comunque l’inserimento di alcuni elementi inediti.

La prima grande novità è rappresentata da alcuni cambiamenti all’interno della giuria: Ilenia Pastorelli, David di Donatello al suo esordio con Lo chiamavano Jeeg Robot e riaffacciatasi sul piccolo schermo dopo la prima esperienza al Grande Fratello 12, e Guillermo Mariotto, mefistofelico volto della giuria di Ballando con le stelle, cedono il posto a Caterina Balivo, di ritorno in Rai dopo la pausa dal talk show pomeridiano Vieni da me, e a Costantino della Gherardesca, fresco del programma danzante del sabato sera in qualità di concorrente. I già collaudati Francesco Facchinetti, Flavio Insinna e Patty Pravo completano il quadro.

Un contributo originale poi è l’introduzione della cosiddetta “squadra investigativa” presente in studio, composta da Simone Di Pasquale e Sara Di Vaira, ballerini e personaggi televisivi già noti nel circuito Rai grazie alle plurime edizioni di Ballando con le stelle.

Interessante, inoltre, è l’utilizzo delle piattaforme dei giovanissimi che ora sorpassano gli usuali (forse, anacronistici?) sistemi di votazione da parte dell’audience. I canali social ufficiali, a tal proposito, subentrano al televoto tradizionale, favorendo invece la votazione online, con l’acquisizione di una promettente eco mediale: i social si scatenano e consentono al programma di conquistare il trending topic, allargando il bacino di visibilità.

Un altro elemento di novità, infine, è proprio la scelta delle nove maschere indossate: il fantasmagorico bestiario di quest’anno infatti è composto da maschere come il Baby Alieno, la Farfalla, il Gatto, la Giraffa, il Lupo, l’Orsetto, il Pappagallo, la Pecorella e la Tigre Azzurra.

La extra-ordinarietà dello show è stata confermata ulteriormente dalla conclusione della prima puntata: niente ballottaggio finale tra Baby Alieno e Pecorella, ma il ritiro volontario da parte del primo (colpo di scena, i Ricchi e Poveri).

Milly Carlucci tiene impeccabilmente le redini (“Sorridere è il mio mestiere”), mantenendo un fil rouge che si traduce non soltanto a livello di prossemica televisiva (gestualità, ritmi, condivisione degli spazi), ma anche per il ricorso a quei volti conosciuti e amati dal pubblico della rete ammiraglia che, con la loro rassicurante presenza, orientano il target di riferimento dei fruitori e rinsaldano l’affetto nei confronti dell’azienda. La strategia dell’“usato sicuro” e la volontà di proseguire lo sfruttamento di una potenziale nuova formula si incontrano esplicando a livello performativo uno degli aspetti fondamentali del core business di mamma Rai: caliamo la maschera, ma non sorprendiamoci troppo.

Leonardo Pacini