Nel ventaglio delle iniziative promosse dagli esercenti dello spettacolo, per far fronte all’emergenza Covid-19, si distingue quella messa in piedi dal Teatro Metastasio di Prato.

La realtà pratese ha, da qualche mese, avviato un progetto denominato GLA (gruppo di lavoro artistico). Roberto Abbiati, Monica Demuru, Oscar De Summa, Ilaria Marchianò, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Arianna Pozzoli, Francesco Rotelli, Paola Tintinelli, Luca Zacchini, Chiara Callegari, Massimiliano Civica, Roberto Latini, Claudio Morganti e Clio Saccà formano un gruppo di quindici artisti, dei quali i primi dieci scritturati come una compagnia da ottobre 2020 a maggio 2021, scelti e riuniti con il compito di realizzare produzioni diversificate, e non destinate al palcoscenico tradizionale, per sopperire alla mancanza di una programmazione regolare. 

La parte più corposa della produzione del GLA è costituita dai radiodrammi e dagli adattamenti radiofonici, oggi disponibili su Spreaker, nell’ambito della rubrica L’arte invisibile, una forma dimenticata di fare teatro che riportata alla luce regge il passo coi tempi. 

A fare da apripista tra i progetti del GLA è stato però, in ottobre, Posto di Sblocco, andato in onda sulla tv locale e poi caricato sul canale YouTube del teatro, e composto da dodici episodi di lunghezza variabile in cui i protagonisti sono i passanti della provincia toscana, che incuriositi dalla presenza di un baracchino itinerante, su cui si legge in grande “POSTO DI SBLOCCO”, gli si avvicinano e condividono le proprie storie, le idee e le preoccupazioni con i tre attori/ascoltatori (Francesco Rotelli, Luca Zacchini, Paola Tintinelli) e col pubblico. Un progetto nato dalla ricerca di un contatto sociale, di questi tempi, troppo a lungo rimandato.

Fresco di debutto su TV Prato e visibile permanentemente sul canale YouTube del Teatro Metastasio è uno sceneggiato in quattro puntate a cadenza mensile, ideato da Armando Pirozzi e che per il primo episodio ha visto alla regia Massimiliano Civica (il prossimo sarà diretto da Roberto Latini). Fin dal titolo emblematico – Il giornalino di Maigret – si ha l’idea di trovarsi di fronte a qualcosa di caotico. L’operazione, che negli intenti vorrebbe essere una parodia degli sceneggiati televisivi italiani anni ’60, vede come protagonista il commissario Maigret, direttamente uscito dalla penna di Simenon con pipa e tutto il resto, che si trova ad indagare sulle apparizioni di una misteriosa ombra all’interno del collegio per bambini ricchi, Pierpaolo Pierpaoli, frequentato da strani personaggi fuoriusciti da due classici del romanzo italiano, Cuore (1886) e Il giornalino di Gian Burrasca (1907), e qui rivisitati in chiave moderna e “trasgressiva”. 

Non ci sono dubbi che l’atmosfera ricreata sia proprio quella di uno sceneggiato d’epoca: il rapporto in 4:3, la composizione per quadri, i pochi movimenti di macchina e il bianco e nero, sapientemente sfruttato dal comparto fotografico (Duccio Burberi), il migliore di tutta la produzione. Le riprese sono state effettuate a Prato dal collettivo John Snellinberg.

Quello che ne viene fuori è un pastiche surreale di sapore avanguardista nel quale ad annotare sul diario le proprie giornate non sono né Enrico Bottini né Giannino Stoppani, ma lo stesso Maigret, la cui voce fuori campo sostiene la narrazione.

Già nella prima puntata si colgono riferimenti espliciti all’opera di Vamba dal nome del collegio, lo stesso dell’opera originale, al personaggio di Gian Burrasca il primo a denunciare al commissario la comparsa della misteriosa ombra e ancora una citazione della celebre “pappa al pomodoro” di cui avremmo ascoltato volentieri la canzone a essa dedicata, scritta dalla Wertmüller e musicata da Nino Rota, presente nell’adattamento Rai del 1964, un elemento nostalgico che avrebbe avuto almeno il merito di risollevare le sorti di una produzione che, per quanto riguarda il primo episodio, non si allontana mai dall’orizzonte della noia. 

Tommaso Quilici

Primo episodio Posto di Sblocco

Radiodrammi de L’arte invisibile

Primo episodio Il giornalino di Maigret