E se vi dicessero di chiudere gli occhi, e vi ritrovaste a riaprirli in un campo di tulipani, in Olanda, magari con la testa poggiata a terra, gli occhi al cielo, le mani dietro la nuca e un senso di tranquillità sul viso? Forse vi trovereste nello stesso posto in cui Monet, nel 1886, realizzò il suo quadro “Campo di tulipani in Olanda”, attualmente conservato al Musée d’Orsay, a Parigi, dando forma e colore a un paesaggio che si estende a perdita d’occhio, e che invita l’osservatore a farne parte, attraverso le pennellate “coinvolgenti” tipiche dell’Impressionismo.

Nell’opera in questione, si possono cogliere le caratteristiche tipiche della corrente artistica di cui Monet fu capostipite, primo fra tutti l’utilizzo della tecnica en plain-air, attraverso cui l’artista riesce a cogliere perfettamente le sfumature che la luce genera su ogni dettaglio presente nel paesaggio che sta raffigurando, mettendo su tela unicamente ciò che deriva dall’osservazione diretta della realtà. Emerge, quindi, l’abilità dell’artista nel far sentire immediatamente la propria percezione dei soggetti e degli oggetti raffigurati a chi osserva, elemento tanto più evidente proprio all’interno delle rappresentazioni paesaggistiche.

Seppur in maniera leggermente accennata, come d’altronde la corrente artistica di appartenenza di Monet impone, è ravvisabile una parziale geometria nei campi raffigurati, che aiuta chi osserva a suddividere per colore i protagonisti dell’opera, i tulipani, e a notare come, a livello cromatico, ci sia un buon equilibrio. Inoltre, la consistente differenza tra la quasi totale monocromia del cielo e la molteplicità di tonalità dei campi contribuisce ad avvalorare l’equilibrio compositivo dell’opera, instillando in chi guarda un senso di tranquillità, pace e benessere.

Claude Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926), considerato l’iniziatore nonché il massimo esponente della corrente artistica dell’Impressionismo in Francia, iniziò ad essere attratto dal disegno in tenera età, tanto che, alcuni anni dopo, sotto la guida del maestro Ochard, si specializzò nella realizzazione di sferzanti caricature, arrivando ad esporle nella vetrina di una bottega sulla Rue de Paris e a “farsi un nome”. In seguito, insieme a Renoir, gettò le basi per la nascita e lo sviluppo della corrente impressionista e raggiunse la pienezza della sua potenza artistica ad Argenteuil, dove migliorò il suo caratteristico “tocco virgolettato”.

Aspetto importante da ravvisare all’interno del dipinto in questione è, infine, una sorta di molteplice omaggio all’Olanda, in quanto protagonisti dell’opera non sono solo i tulipani, ma anche il mulino a vento che campeggia al centro del quadro, altro segno di riconoscimento che caratterizza la nazione: rappresentato con colori freddi, in contrapposizione a quelli caldi dei tulipani, il mulino a vento permette di bilanciare la composizione e di immergere l’osservatore nella tipica atmosfera nederlandese, in contemplazione di un paesaggio classico ma sfaccettato.

Chiara Pirani