Anaïs Barbeau-Lavalette, al suo terzo lungometraggio, dirige l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Geneviève Pettersen, edito nel 2014, teen drama presentato in anteprima alla settantesima edizione della Berlinale nel 2020 e in versione gratuita online per l’Italia in occasione delle Journées du cinéma québécois en Italie.

Catherine è un’adolescente problematica. Il compleanno dei suoi sedici anni viene scandito dalle voci rabbiose dei suoi genitori, legati da un rapporto difficile e rancoroso che lascia poco spazio ai suoi pensieri. I rapporti interpersonali con le persone della sua età la fanno sprofondare in un vortice di esperienze pericolose, di nuovi sentimenti e dolori di un’età tra le più difficili e fondanti di una vita intera. 

Una ragazza insicura seppur espansiva, “turbolenta”, fagocitante di nuove avventure, fino ad arrivare alla dipendenza da sostanze, all’amore maledetto, al rapporto con la vita incerto, inconsapevole, irresponsabile

I suoni che circondano le sue giornate diventano onde del mare, mentre i suoi dolori scene di apnea, in cui un grido, un pianto, non sono udibili all’esterno. In una vita ovattata dal dolore, o dalla disperata ricerca dell’Altro, lei sogna di essere una Mia Wallace – eroina della sua epoca – che segue la corrente, lasciandosi trasportare dal corso degli eventi. Le spensieratezze nascondono risentimenti velati da un gioco delle prime volte, dalla voglia di uscire da schemi prestabiliti, dal menefreghismo spezzato da un avvenimento determinante che la costringerà a crescere e a prendere coscienza dei suoi (ri)sentimenti.

La pellicola descrive l’età dannata di una ragazza nella metà degli anni ’90, (interpretata dalla giovane Kelly Depeault) in preda al panico, alla rabbia, alle situazioni. La mdp si muove con discrezione tra i sorrisi degli amici, l’invidia, il sesso, la droga, il dolore. I colori dalle tonalità pastello delle foreste quebecchesi trasportano lo spettatore nel mondo della protagonista, nelle sue vicende, accompagnati da una colonna sonora tipica dell’età dell’ambientazione.

La regista racconta che estrema raffinatezza le dinamiche esistenziali della protagonista e del suo gruppo di amici, della gioie date dalle prime libertà e dalle conseguenze degli errori infantili e pungenti delle prime esperienze. 

I personaggi sono strutturati, profondi, non si perdono né li si tenta di capire, perché in fondo le vicende corrono e tutto si dà per scontato, forse perché abituati a drammi di questo calibro, forse invece perché molte di queste esperienze sono state alla nostra portata.  

Il mondo descritto è estremamente reale, tangibile anche se forse lontano dal 2021. Un dolce ricordo e un forte monito, perché la protagonista non si salva da sola, dovrà essere qualcun altro a tirarla fuori dall’acqua in un percorso per quanto più collettivo che personale e solitario. 

Il festival del cinema quebbecchese in Italia viene aperto con una pellicola forte e fortemente consigliata.

Sarah Corsi

Tutti i film delle Journées du cinéma québécois en Italie sono in lingua originale con sottotitoli in italiano disponibili gratuitamente sulla piattaforma Mymovies.it dal 24 al 31 Marzo 2021. Info: www.cinemaquebecitalia.com