CORTOMETRAGGIO

C’è chi scrive per ricordare, Rachel lo fa per dimenticare. La ragazza, voce narrante nel cortometraggio, racconta la sua infanzia a Kinshasa, in un paesino affacciato sul fiume Congo, in cui trascorre il quotidiano, tra la scuola, il mercato e le amicizie. Una notte del 1993, un gruppo di soldati zairesi entra minaccioso nel suo villaggio, compiendo razzie di ogni sorta e saccheggiando tutto il vicinato.

Crescendo, Rachel sente il bisogno di tornare con la mente a quei momenti travagliati, che hanno costretto lei e la sua famiglia a rifugiarsi all’ambasciata francese pur di mettersi in salvo. Più ci prova, più si rende conto che le parole non escono, e se lo fanno non arrivano che a comporre flebili ricordi, scanditi da contorni sfumati come fossero fatti di acquerelli sbiaditi.

Sono proprio tempere e acquerelli quelli usati da Eleonore Goldberg, per dare forma alla tessitura visiva della sua opera. La regista franco-canadese attinge dal proprio passato, per dare alla luce una piccola creatura animata che, in fin dei conti, parla dell’essere umano e del suo rapporto con la memoria. 

Tommaso Quilici