Diretto da Robert Fantinatto, I Dream Of Wires è un viaggio dettagliato e intenso nel mondo del sintetizzatore modulare, che ne ripercorre la storia fino all’epoca odierna, concentrandosi soprattutto sulla doppia visione che accompagnò i primi tentativi di perfezionamento e diffusione, quella della East Coast ad opera di Robert Moog, e di Don Buchla sulla West Coast.

Attraverso le testimonianze di coloro che sono stati protagonisti delle trasformazioni e degli usi dello strumento, il documentario traccia un percorso che ne delinea i vari passaggi storici, intersecando aspetto popolare e sperimentazione. Le voci sono, infatti, le più disparate: da uno dei pionieri come Morton Subotnick, con il suo Silver Apples Of The Moon, ad autori della New wave come Gary Numan, fino a Trent Reznor dei Nine Inch Nails.

Gli intrecci riguardano principalmente il rapporto fra lo sviluppo tecnologico del mezzo e la sua espansione nella società, sia dal punto di vista delle dimensioni – si pensi ai cosiddetti “armadi”, come quello utilizzato da Keith Emerson, e alla messa in commercio del Minimoog nel 1970 – sia a proposito della caduta dell’analogico (causata dall’arrivo del digitale) e la sua successiva rinascita.

Gli approfondimenti e le immagini mostrate permettono di entrare nel vivo dei luoghi dove sono avvenuti questi cambiamenti e della loro relazione col tempo. Lo stretto legame con un’epoca di forte sviluppo scientifico, quella del primo sintetizzatore RCA Mark II, viene sottolineato dalla sua creazione negli edifici del Computer Music Center della Columbia University ad Harlem, precedentemente sede del Progetto Manhattan. Procede poi con la spinta personale di Robert Moog (laureato in fisica proprio alla Columbia) che, partendo dalla sua esperienza con il Theremin e con l’aiuto del compositore Herb Deutsch, tenta di sviluppare un sintetizzatore che possa entrare in casa. Il salto temporale che porta al ventunesimo secolo descrive un mondo molto più confusionario e contaminato, che forma la sua ripresa e le sue connessioni su particolari e appassionati punti di riferimento, come la Doepfer Musikelektronik, autrice del formato Eurorack, e lo SchneidersLaden di Berlino.

Roberto di Matteo