Tinte tenui, cielo e terra armonizzati alla perfezione, un paesaggio come se ne potrebbero vedere tanti. Un quadro semplice, quindi, se non fosse per la presenza di un calice di cristallo che sorregge una nuvola nel bel mezzo del dipinto. La Corde Sensible, un olio su tela realizzato nel 1960, risulta l’ennesima trovata di René Magritte per lasciare a bocca aperta l’osservatore, per spingerlo a interrogarsi sulla realtà, o meglio su una delle tante realtà in cui si potrebbe trovare a vivere, rompendo le regole canoniche del linguaggio visivo per ricostruirle e dar loro un nuovo valore simbolico. Il titolo stesso spinge a porsi degli interrogativi: da cosa sono sorrette le nuvole? Esiste una sorta di corda a sostenerle?

La particolarità delle opere di Magritte sembra essere nel tentativo costante di evasione da una realtà che a volte sembra stare troppo stretta sia a chi osserva, sia a chi rappresenta: guardare con occhi diversi ciò che lo circonda, mettendo insieme elementi spesso in contrasto tra loro, ma bilanciandoli perfettamente, permette all’artista di esaudire il desiderio, sia proprio che altrui, di cogliere nel surreale una verità celata o un messaggio criptato che non aspetta altro, se non di essere svelato.

Nell’opera presa in esame, in particolare, l’“accostamento ardito” operato dall’artista sta proprio nell’avvicinare l’incorporeità della nuvola ad un calice di cristallo, contenitore per forma e funzionalità, che nella realtà non riuscirebbe mai a catturare e, appunto, a contenere la natura immateriale ed evanescente della nube sfuggente. E se invece potesse farcela? L’abilità di Magritte sta proprio nell’insinuare il dubbio nell’osservatore, fino a rendere credibile una scena del genere, in cui una nuvola possa essere effettivamente sorretta e “contenuta” da un calice.

René Magritte (Lessines, 21 novembre 1898 – Bruxelles, 15 agosto 1967), noto pittore belga, fu tra i massimi esponenti del Surrealismo, corrente artistica d’avanguardia, nata in Francia dopo la Prima guerra mondiale. Il pittore, inizialmente influenzato da Cubismo e Futurismo, fece propria la tecnica basata sul trompe l’oeil, genere pittorico che invita l’occhio dell’osservatore a considerare tridimensionale e tangibile un’immagine che, in realtà, viene riportata su una superficie bidimensionale. L’artista fu definito saboteur tranquille per la sua straordinaria capacità d’insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, al fine di mostrarne il “mistero indefinibile”.

La semplicità della resa artistica all’interno dei quadri di René Magritte risulta essere, quindi, sempre controbilanciata, e spesso esaltata, dal ragionamento che vi si nasconde dietro. Ne deriva un fascino inspiegabile e intrigante, capace di stupire l’osservatore pur senza l’utilizzo di “effetti speciali” nella rappresentazione vera e propria. La “specialità” de La Corde Sensible, così come di gran parte delle opere di Magritte, sta piuttosto nell’abilità dell’artista, che è capace di costruire un quadro pensato, in cui il rovesciamento delle certezze consolidate è tale da risultare non solo vincente, ma anche paradossalmente convincente.

Chiara Pirani