Venezia 79 Concorso

Regia: Martin McDonagh

Irlanda. 1923. La guerra civile è prossima alla conclusione, ma i colpi di mortaio continuano tuonare nei cieli irlandesi e a esplodere, fragorosi, all’orizzonte. Il conflitto sulla terraferma non sembra però importare agli abitanti di Inisherin, un’isola al largo della costa occidentale del Paese, assorti in loro stessi e nei problemi di vita rurale e quotidiana.

L’esistenza di Pádraic Súilleabháin (Colin Farrell) è un alternarsi perpetuo tra la vita casalinga con la sorella Siobhan (Kerry Condon) e quella al pub dell’isola, che frequenta da anni rigorosamente allo scoccare delle due del pomeriggio, con l’amico di una vita, il violinista Colm Doherty (Brendan Gleeson). Un giorno, Colm, vessato a suo dire dalla monotonia tediosa di Pádraic, decide di rompere l’amicizia e smettere di perdere il proprio tempo in chiacchere futili per dedicarsi al violino. Resosi conto dello scorrere inesorabile del tempo, sente il bisogno di lasciare un segno di sé ai posteri con la propria musica. Pádraic, sconvolto dal mutamento dell’amico, tenta la riconciliazione con Colm, ma la situazione non fa che degenerare, inasprendo il conflitto fino all’inevitabile.

Alla sua quarta fatica per il grande schermo, McDonagh sceglie un cast tutto irlandese e torna alle proprie origini scegliendo la coppia Farrell-Gleeson, già apprezzata la prima volta in In Bruges (2008). Il film mostra la parabola discendente di un uomo gentile, ma anche la fine di un’amicizia e il desiderio di fuga da un mondo rurale e bigotto prossimo a scomparire, per abbracciare il futuro della grande città cosmopolita. Gli abitanti di Inisherin vivono per lavorare e occupare il proprio tempo, senza porsi domande sulla vita al di fuori della loro piccola comunità, e additano il cambiamento come una minaccia alla loro lineare esistenza, tanto da ricordare molto da vicino quelli di Sandford nel film di Edgar Wright o della piccola Dogville di Lars von Trier, pronti a tutto per mantenere lo stato delle cose. Per la maggior parte di loro, evolvere è una condanna, mentre gli unici che sembrano voler rompere il cerchio e fuggire sono Colm e Siobhan, due Prometeo di un popolo che si nega di ricevere il fuoco. Pádraic è il primo ad essere investito dal cambiamento scatenato da Colm, ne uscirà profondamente trasformato.

Tommaso Quilici