Donnie Darko

Avete mai cercato un amico chiedendogli il titolo di un film carino da vedere?

Abbiamo pensato ad una rubrica (una serie di consigli a dir la verità!) basata su film che, a nostro parere, meriti la visione e una riflessione. Gli articoli saranno vari, con cadenza settimanale, e scritti da diverse persone dello staff, per darvi un parere più oggettivo possibile su pellicole di ogni genere e provenienti da Paesi differenti.

Troverete, inoltre, alcune curiosità sulla produzione e non solo.

Vi consigliamo, quindi, di preparare stuzzichini, noleggiare uno di questi film e lasciarvi trasportare in una serata all’insegna del cinema. Buona lettura e, soprattutto, buona visione!


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Un film di Richard Kelly, uscito negli Stati Uniti nel 2001, anche se in Italia rimarrà inedito fino al 2004. Il genere è fantascientifico/drammatico, almeno secondo la sua comune classificazione: direi che è molto di più, è un intreccio di pura genialità. Anche se all’inizio non ha fruttato molto ai botteghini, ha avuto la sua rivincita con l’uscita del secondo film che ha riscosso grande successo.

Donald “Donnie” Darko (Jake Gyllenhaal): di insolito non c’è solo il nome del protagonista. Tutta la vicenda raccontata è un’assurdità dietro l’altra.

2 Ottobre 1988: Donnie è uno studente schizofrenico e sostiene regolari sedute con una psicologa. Dopo aver cenato con la propria famiglia, Donnie va a dormire in camera sua, ma la cosa non durerà per molto, visto che una voce molto profonda gli dice che è ora di alzarsi. Sembra essere in uno stato di sonnambulismo, con cui scende in strada, ed è qui che gli compare davanti”Frank”, il suo amico immaginario, proveniente dal futuro e vestito da coniglio. Il mattino seguente, Donnie si sveglia nel mezzo di un campo da golf, con un conto alla rovescia scritto sul braccio. 28 giorni 6 ore 42 minuti e 12 secondi: è il tempo rimanente alla fine del mondo. Dopo il piacevole risveglio nel verde, torna a casa e la scopre circondata dalla polizia: a quanto pare, il reattore di un aereo, comparso dal nulla (o forse no), ha sfondato il soffitto e ha distrutto proprio la camera di Donnie, che, fortunatamente, non era presente. A questo punto, la vita prosegue serenamente: si torna a scuola, il sole splende, gli uccellini cantano e “Nonna Morte” è ferma nel mezzo della strada. Niente di nuovo. La vecchietta sembra una squilibrata che passa le sue giornate facendo avanti e indietro tra il centro della strada e la cassetta della posta, perennemente vuota, ma che lei ritiene opportuno controllare spesso. Da qui in poi, succederanno strani e non chiari avvenimenti: ogni cosa, alla fine, avrà una spiegazione, ma fino a quel momento è il caos più totale.

Grandissima l’interpretazione dell’attore protagonista, Jake Gyllenhaal: c’era da aspettarselo, infatti dopo il 2001 l’attore vedrà esplodere la sua notorietà. Del cast fanno parte altri attori noti, tra cui annoveriamo Jena Malone, che tra gli altri film è nota per Hunger Games, nonché Drew Barrymore, che non ha bisogno di presentazioni, e tanti altri come Mary McDonnell e Noah Wyle, che ritroviamo nella serie E.R.-Medici in prima linea, e l’indimenticabile Patrick Swayze del film Ghost. Splendida la colonna sonora Mad World di Gary Jules, niente di più azzeccato per una trama così complessa e folle. Proprio la trama, in alcuni tratti, presenta momenti di no sense, come ad esempio la scena in cui Donnie accompagna a casa la nuova compagna di classe (Jena Malone) e, proprio in quel momento, si fidanzano, o il discorso sulla sessualità dei puffi da parte degli amici di Donnie. Il no sense può essere benissimo concesso, visto che, come si vedrà in seguito, tutto ciò che succederà in realtà non sarà mai successo (eh?), tempo al tempo e tutto sarà spiegato.

Alcune Curiosità:

  • Nel ruolo della sorella di Donnie Darko, Elizabeth Darko, troviamo Maggie Gyllenhaal, sorella di Jake. Fratello e sorella nella vita e anche sul set, Maggie la ritroveremo in seguito nel film “Il cavaliere oscuro”.
  • Nel film accadono fenomeni soprannaturali, ma che in realtà trovano fondamento in alcune teorie della fisica, come ad esempio la presenza dei wormhole. Ma che cosa sono i wormhole? In fisica sono più conosciuti con il nome di “ponti di Einstein-Rosen”: si tratta di collegamenti spazio-temporali, dii tunnel che non collegano solo posti lontani nella distanza, ma anche nel tempo.
  • La professoressa di lettere (Drew Barrymore), prima di andarsene perché licenziata, lascia scritta sulla lavagna la parola inglese che lei ritiene essere la più bella di tutte, “cellar-door” (porta della cantina): sarà un indizio che servirà a Donnie per adempiere al suo destino. In realtà fu Tolkien a dire che cellar-door era la parola più bella di sempre, non tanto per il significato nè per l’ortografia, quanto per il suono che produce. Pare che J.R.R. Tolkien fosse solito cercare parole che gli suonassero piacevoli dal gaelico, finlandese e più in generale da lingue di ceppo germanico e ugro-finniche. Il motivo di questa attività è da associare alla ricerca di nuovi neologismi, per questo le razze da lui inventate nei suoi libri, tra cui “Il signore degli anelli”, godono di un vero e proprio alfabeto.
  • Nei dialoghi sono presenti due frasi cariche di significato che sembrano fini a se stesse ma che, in realtà, sono il vero senso del film. La prima frase viene pronunciata da Nonna Morte all’orecchio di Donnie: “Ogni creatura sulla terra quando muore è sola”, mentre la seconda è una domanda che il protagonista rivolge a Frank: “Perché indossi quel costume da coniglio?”, al quale egli risponde: “E tu perché indossi quel costume da uomo?”. Vi invito a rifletterci sopra, perché questa è la chiave per capire il film.

Tiziano Padovani

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