Guggenheim Museum di Bilbao

Il Guggenheim Museum di Bilbao (foto)

Bentornati cari lettori ad un nuovo appuntamento con la rubrica Inside Art. Oggi parleremo di Frank Gehry e in particolare del Guggenheim Museum di Bilbao, suo capolavoro.

Bilbao è una cittadina che ha saputo riscattarsi dal grigiore nel quale era  regredita in età industriale, per raccogliere la sfida della cultura e diffonderla capillarmente.
Il Guggenheim Museum di Bilbao ne è la dimostrazione più evidente.
Il museo è opera dell’architetto canadese Frank Gehry ed è un magnifico esempio di architettura d’avanguardia del XX secolo. L’edificio è il risultato di una partnership straordinaria tra le
Istituzioni Basche e la Solomon R. Guggenheim Foundation. Oggi è una realtà che ha soddisfatto le più ambiziose aspettative culturali e artistiche, contribuendo in maniera incredibile alla rinascita urbana, economica e sociale della città di Bilbao, divenendone l’icona della città.

La costruzione del Guggenheim ebbe luogo tra il 1993-1997 e il sito scelto fu una curva di un vecchio porto ad uso industriale, il che portò al recupero del fiume Nervion per la città. L’impatto con l’ambiente circostante risulta certamente forte, ma al tempo stesso non tale da fornire disturbo, anzi l’imponente struttura si sposa con il contesto grazie alla sua sobria eleganza dovuta anche ai materiali di cui è rivestita. Il disegno del museo e la sua costruzione seguono perfettamente lo stile e i metodi di Frank Gehry. Come molti dei suoi lavori precedenti la struttura principale è radicalmente scolpita seguendo contorni quasi organici, inoltre non possiede una sola superficie piana in tutta la struttura. L’edificio, visto dal fiume, sembra avere la forma di una nave, rendendo così omaggio alla città portuale nella quale si trova. I pannelli brillanti assomigliano alle squame di un pesce, e ricordano le influenze delle forme organiche presenti in molte opere di Gehry. Visto dall’alto l’edificio mostra senza ombra di dubbio la forma di un fiore. Per la progettazione il team di Gehry ha utilizzato intensamente simulazioni computerizzate delle strutture, riuscendo così a ideare forme che solamente qualche anno prima sarebbero risultate impossibili anche solo da immaginare.

Da Picasso a Klein da Andy Warhol a Basquiat il Guggenheim Museum di Bilbao è a sua volta un’opera d’arte da sezionare in ogni angolo, da osservare in ogni sua più nascosta pennellata nella quale è mostrata l’arte moderna. I grandi spazi non sono però sinonimo di quantità abnormi di opere. Gli spazi ariosi infatti sono una scelta di stile che caratterizza la struttura in ogni suo livello in maniera tale che ogni sala contenga poche opere ben distanziate tra loro. In questo modo esse saranno imprimibili nella mente del visitatore che può, in queste immensità che lo circondano, ammirarle e restarne abbagliato lasciandosi trasportare dalle suggestioni e dalle immagini che esse evocano, senza che un bombardamento visivo le offuschi.

L’edificio tuttavia è stato criticato fortemente durante la sua costruzione per il suo elevato costo e per il carattere sperimentale delle innovazioni architettoniche, che ne hanno reso più costosa e difficile la pulizia e il mantenimento; infatti a causa dell’umidità il titanio che ricopre interamente il museo ha iniziato ad essere soggetto ad un processo molto simile all’ossidazione. Inoltre lo stesso titanio, proveniente dall’Australia, era difettoso ed ogni singola lastra, con le variazioni termiche, ha cominciato a deformarsi, rendendo necessari continui restauri della struttura. In gran parte le critiche sono state però annullate dall’inaspettato successo che l’edificio e il museo hanno riscosso a livello mondiale, portando enormi benefici alla città, sia economici sia di visibilità. Il progetto del Museo ha ricevuto inoltre il premio internazionale Puente de Alcantara.

Parlando invece del suo creatore, Frank Gehry, nacque a Toronto il 28 febbraio 1929, da una famiglia di ebrei polacchi. È noto soprattutto per il suo approccio scultoreo e organico alla progettazione, ed è stato tra i primi ad aderire alla corrente decostruttivista, oltre ad essere tuttora uno tra i più influenti architetti sulla scena internazionale.

Tommaso Amato

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Author: Cabiriams

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