Gio. Set 24th, 2020

Gli Oscar 2020 parlano coreano: vittoria epocale per “Parasite” di Bong Joon-ho

In una stagione dei premi accorciata e, visti i risultati dei riconoscimenti delle varie Guild consegnati nell’ultimo mese, ormai saldamente orientata verso degli esiti che sembravano precludere ogni possibile sorpresa, ecco arrivare il colpo di coda che investe questa novantaduesima edizione degli Oscar di una portata epocale.

Era il 25 maggio 2019 quando Parasite dell’autore sudcoreano Bon Joon-ho – già ampiamente (ri)conosciuto a livello internazionale e reduce dalle collaborazioni hollywoodiane di Snowpiercer (2013) e Okja (2017) – trionfava al settantaduesimo Festival di Cannes, inaugurando il trionfale percorso che lo avrebbe portato a ricevere sei nomination agli Academy Awards. Oltre all’imprescindibile menzione come miglior opera in lingua straniera (da quest’anno rinominata come Miglior Film Internazionale) spiccavano per questa produzione totalmente coreana anche le pesantissime candidature per la miglior sceneggiatura originale, la miglior regia ed il miglior film. Parasite coglieva dunque l’eredità di pellicole come il recente ROMA (2018) di Alfonso Cuarón, Amour (2012), film in lingua francese dell’austriaco Michael Haneke, oppure del ben noto La vita è bella (1997) di Roberto Benigni, in grado di essere nominati non solo nella categoria riservata ai lungometraggi in lingua non inglese, ma anche e soprattutto in quella maggiormente prestigiosa di Miglior Film. E se in ognuno dei casi precedenti l’esito è stato il medesimo (riconoscimento effettivo come miglior film straniero, ma conseguente vittoria di una produzione in lingua inglese nella categoria principale), Parasite compie qualcosa che non ha precedenti nella quasi secolare storia della manifestazione, risultando vincitore in entrambe le categorie.

Un successo che viene consolidato anche dalle prestigiosissime affermazioni come miglior regia e sceneggiatura originale, risultato che attribuisce a Parasite il ruolo di dominatore indiscusso della serata. Esito che acquisisce una risonanza ulteriore nel momento in cui si considera la forza con la quale si presentavano i concorrenti; su tutti quel 1917 che nelle ultime settimane aveva accumulato una serie di onorificenze tale da dover essere considerato come il favorito (quasi) incontrastato per i premi più rilevanti. Il film bellico di Sam Mendes deve invece accontentarsi di tre riconoscimenti tecnici: Milglior Sonoro, Migliori effetti visivi e Miglior fotografia.

Nessuna sorpresa invece sul fronte attoriale, in cui troviamo la conferma delle ampiamente prevedibili vittorie di Renée Zellweger e Joaquin Phoenix come migliori interpreti protagonisti (rispettivamente per i film Judy e Joker), mentre per quanto riguarda i ruoli di supporto a prevalere sono, come da copione, Luara Dern (Storia di un matrimonio) e Brad Pitt (C’era una volta…  Hollywood). Importante riconoscimento anche per il neozelandese Taika Waitiki, che rispetta i favori del pronostico aggiudicandosi il premio per la miglior sceneggiatura non originale con la commedia grottesca Jojo Rabbit.
Nell’incerta lotta per il miglior film d’animazione, che vedeva almeno tre titoli presentarsi con discrete possibilità di vittoria, a spuntarla è ancora una volta la Pixar, con l’acclamato e redditizio Toy story 4.

Per il resto la cerimonia ha regalato pochi sussulti, con il nostalgico film di Quentin Tarantino ad aggiudicarsi anche il premio per le migliori scenografie, mentre a spuntarla per i costumi è invece stato l’adattamento di Piccole Donne firmato da Greta Gerwig. Due premi (montaggio e montaggio sonoro) per il biopic d’azione Le Mans ’66 – la grande sfida, con la commedia di Jay Roach Bombshell che viene premiata per il miglior trucco. L’ambito musicale vede prevalere Joker per la migliore colonna sonora e Rocktman per la miglior canzone: ( (I’m Gonna) Love Me Again scritta da Elton John con Bernie Taupin per il film che ripercorre la vita della nota popstar Britannica.

Doveroso ricordare anche le vittorie di Made in USA – Una fabbrica in Ohio (Steven Bognar e Julia Reichert) come miglior documentario e di Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl) (diretto da Carol Dysinger) come miglior cortometraggio documentario, mentre The Neighbors’ Window di  Marshall Curry e Hair Love di Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr. vincono rispettivamente nelle categorie Miglior cortometraggio e Miglior cortometraggio animato.

Infine, impossibile non dedicare un accenno anche al grandissimo sconfitto della serata: l’osannato The Irishman di Martin Scorsese. Sorretto da un consenso critico di rara solidità, il gangster del leggendario regista italoamericano si presentava come l’opera più forte nella primissima fase della “Award season”, andando poi incontro ad un calo di popolarità culminato nella scorsa serata con un roboante “zero” a fronte delle dieci candidature ricevute. Che l’Academy sia ancora reticente a premiare le opere distribuite dalle piattaforme streaming? Difficile fornire una risposta precisa sulla base del risultato di questa edizione, memori anche dei tre importanti riconoscimenti concessi a ROMA lo scorso anno. Eppure il fatto che, nonostante la presenza di titoli di una certa rilevanza, Netflix esca da questa Notte degli Oscar con un solo premio (quello a Laura Dern) è un dato che certamente non può passare inosservato.

Di seguito tutti i vincitori dei novantaduesimi Academy Awards

Miglior film

  • Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho
  • 1917, regia di Sam Mendes
  • C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood), regia di Quentin Tarantino
  • The Irishman, regia di Martin Scorsese
  • Jojo Rabbit, regia di Taika Waititi
  • Joker, regia di Todd Phillips
  • Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari), regia di James Mangold
  • Piccole donne (Little Women), regia di Greta Gerwig
  • Storia di un matrimonio (Marriage Story), regia di Noah Baumbach

Migliore regia

  • Bong Joon-ho – Parasite (Gisaengchung)
  • Sam Mendes – 1917
  • Todd Phillips – Joker
  • Martin Scorsese – The Irishman
  • Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)

Migliore attore protagonista

  • Joaquin Phoenix – Joker
  • Antonio Banderas – Dolor y gloria
  • Leonardo DiCaprio – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Adam Driver – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
  • Jonathan Pryce – I due papi (The Two Popes)

Migliore attrice protagonista

  • Renée Zellweger – Judy
  • Cynthia Erivo – Harriet
  • Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
  • Saoirse Ronan – Piccole donne (Little Women)
  • Charlize Theron – Bombshell – La voce dello scandalo (Bombshell)

Migliore attore non protagonista

  • Brad Pitt – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Tom Hanks – Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood)
  • Anthony Hopkins – I due papi (The Two Popes)
  • Al Pacino – The Irishman
  • Joe Pesci – The Irishman

Migliore attrice non protagonista

  • Laura Dern – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
  • Kathy Bates – Richard Jewell
  • Scarlett Johansson – Jojo Rabbit
  • Florence Pugh – Piccole donne (Little Women)
  • Margot Robbie – Bombshell – La voce dello scandalo (Bombshell)

Migliore sceneggiatura originale

  • Bong Joon-ho e Han Jin-won – Parasite (Gisaengchung)
  • Noah Baumbach – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
  • Rian Johnson – Cena con delitto – Knives Out
  • Sam Mendes e Krysty Wilson-Cairns – 1917
  • Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)

Migliore sceneggiatura non originale

  • Taika Waititi – Jojo Rabbit
  • Greta Gerwig – Piccole donne (Little Women)
  • Anthony McCarten – I due papi (The Two Popes)
  • Todd Phillips e Scott Silver – Joker
  • Steven Zaillian – The Irishman

Miglior film internazionale

  • Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)
  • Boże Ciało, regia di Jan Komasa (Polonia)
  • Dolor y gloria, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
  • Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord)
  • I miserabili (Les Misérables), regia di Ladj Ly (Francia)

Miglior film d’animazione

  • Toy Story 4, regia di Josh Cooley
  • Dov’è il mio corpo? (J’ai perdu mon corps), regia di Jérémy Clapin
  • Dragon Trainer – Il mondo nascosto (How to Train Your Dragon: The Hidden World), regia di Dean DeBlois
  • Klaus – I segreti del Natale (Klaus), regia di Sergio Pablos
  • Missing Link, regia di Chris Butler

Migliore fotografia

  • Roger Deakins – 1917
  • Jarin Blaschke – The Lighthouse
  • Rodrigo Prieto – The Irishman
  • Robert Richardson – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Lawrence Sher – Joker

Migliore scenografia

  • Barbara Ling e Nancy Haigh – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Dennis Gassner e Lee Sandales – 1917
  • Lee Ha-jun e Cho Won-woo – Parasite (Gisaengchung)
  • Bob Shaw e Regina Graves – The Irishman
  • Ra Vincent e Nora Sopková – Jojo Rabbit

Miglior montaggio

  • Andrew Buckland e Michael McCusker – Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari)
  • Tom Eagles – Jojo Rabbit
  • Jeff Groth – Joker
  • Thelma Schoonmaker – The Irishman
  • Yang Jin-mo – Parasite (Gisaengchung)

Migliore colonna sonora

  • Hildur Guðnadóttir – Joker
  • Alexandre Desplat – Piccole donne (Little Women)
  • Randy Newman – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
  • Thomas Newman – 1917
  • John Williams – Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)

Migliore canzone

  • (I’m Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) – Rocketman
  • I Can’t Let You Throw Yourself Away (Randy Newman) – Toy Story 4
  • I’m Standing With You (Diane Warren) – Atto di fede (Breakthrough)
  • Into the Unknown (Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez) – Frozen II – Il segreto di Arendelle (Frozen II)
  • Stand Up (Joshuah Brian Campbell, Cynthia Erivo) – Harriet

Migliori effetti speciali

  • Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron – 1917
  • Matt Aitken, Dan DeLeeuw, Russell Earl e Daniel Sudick – Avengers: Endgame
  • Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda-Fauser e Stephane Grabli e Pablo Helman – The Irishman
  • Roger Guyett, Neal Scanlan, Patrick Tubach e Dominic Tuohy – Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
  • Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman e Adam Valdez – Il re leone (The Lion King)

Miglior sonoro

  • Mark Taylor e Stuart Wilson – 1917
  • David Giammarco, Paul Massey e Steven A. Morrow – Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari)
  • Tom Johnson, Gary Rydstrom e Mark Ulano – Ad Astra
  • Todd Maitland, Tom Ozanich e Dean Zupancic – Joker
  • Christian P. Minkler, Michael Minkler e Mark Ulano – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)

Miglior montaggio sonoro

  • Donald Sylvester – Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari)
  • David Acord e Matthew Wood – Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
  • Alan Robert Murray – Joker
  • Wylie Stateman – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Oliver Tarney e Rachael Tate – 1917

Migliori costumi

  • Jacqueline Durran – Piccole donne (Little Women)
  • Mark Bridges – Joker
  • Arianne Phillips – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)
  • Sandy Powell e Christopher Peterson – The Irishman
  • Mayes C. Rubeo – Jojo Rabbit

Miglior trucco e acconciatura

  • Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji – Bombshell – La voce dello scandalo (Bombshell)
  • Rebecca Cole, Naomi Donne e Tristan Versluis – 1917
  • Kay Georgiou e Nicki Ledermann – Joker
  • Paul Gooch, Arjen Tuiten e David White – Maleficent – Signora del male (Maleficent: Mistress of Evil)
  • Jeremy Woodhead – Judy

Miglior documentario

  • Made in USA – Una fabbrica in Ohio (American Factory), regia di Steven Bognar e Julia Reichert
  • Alla mia piccola Sama (For Sama), regia di Waad al-Kateab ed Edward Watts
  • The Cave, regia di Feras Fayyad
  • Edge of Democracy – Democrazia al limite (Democracia em vertigem), regia di Petra Costa
  • Medena zemja, regia di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov

Miglior cortometraggio documentario

  • Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl), regia di Carol Dysinger
  • In the Absence, regia di Yi Seung-jun
  • Life Overtakes Me, regia di Kristine Samuelson e John Haptas
  • St. Louis Superman, regia di Smriti Mundhra e Sami Khan
  • Walk Run Cha-Cha, regia di Laura Nix

Miglior cortometraggio

  • The Neighbors’ Window, regia di Marshall Curry
  • Ikhwène, regia di Meryam Joobeur
  • Nefta Football Club, regia di Yves Piat
  • Saria, regia di Bryan Buckley
  • Une sœur, regia di Delphine Girard

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.
  • Dcera, regia di Daria Kashcheeva
  • Kitbull, regia di Rosana Sullivan
  • Mémorable, regia di Bruno Collet
  • Sister, regia di Siqi Song

Andrea Pedrazzi

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